Cagliari, 7 e 8 maggio. Due giorni intensi, di quelli che ti lasciano con le batterie fisiche a terra ma con la testa che viaggia a mille. Sono reduce da Meet School, l’evento organizzato da Impara Digitale, dove ho avuto il piacere (e l'onere!) di gestire ben tre workshop diversi anche grazie a C2 Group che sponsorizzava l’evento.
Ecco un piccolo diario di bordo di quello che abbiamo combinato nei tre laboratori.
In questo workshop abbiamo testato l'evoluzione di quello che conoscevamo come CoSpaces: Delightex Edu.
L'esperimento? Entrare letteralmente dentro un vaso sanguigno. Ma non per fare un semplice tour passivo. Abbiamo trasformato gli studenti in "creatori di mondi". Grazie agli AI Buddies, abbiamo dato un'anima (e un prompt!) ai personaggi 3D:
Un Eritrocita (Globulo Rosso) calmo e stacanovista che spiega il suo viaggio quotidiano.
Un Leucocita (Globulo Bianco) in modalità "soldato" che analizza l'ambiente circostante a caccia di intrusi.
La magia avviene quando passiamo dalla programmazione basata sui clic a quella basata sull'intento (Intent-Based Programming). Non chiedi più al personaggio di muoversi e basta, gli dai un ruolo semantico. Vedere i docenti stupirsi di fronte a un globulo bianco che risponde a tono alle domande è stata la conferma che la barriera tra utente e macchina sta diventando sempre più sottile. L’uso del visore VR ha poi lasciato a bocca aperta i colleghi che si sono immersi in prima persona nello scenario.
Il secondo workshop è stato un viaggio (letterale) nell'architettura della scuola. Abbiamo usato Thinglink per dimostrare che "la scuola non ha più pareti".
Abbiamo lavorato sul concetto di Laboratorio Virtuale. Spesso i nostri laboratori fisici sono vincolati da orari stretti o limiti di sicurezza. Creando tour interattivi a 360°, abbiamo trasformato lo spazio in un contenitore di apprendimento perenne:
Punti di interesse che aprono PDF o video di esperimenti.
Narrazioni in digital storytelling che guidano l'utente.
Quiz generati dall'IA integrati direttamente nello scenario.
Il messaggio chiave? Non stiamo solo "facendo le foto alla stanza", stiamo progettando un percorso narrativo dove la scienza si impara manipolando oggetti virtuali.
Ho proseguito mostrando i passaggi per costruire un semplice tour virtuale nella città di Cagliari con Delightex Edu utilizzando foto panoramiche, materiali di testo e guide virtuali.
Questo è forse il workshop più visionario. Abbiamo esplorato come l'IA Generativa possa colmare i "buchi della storia".
Avete mai provato a far dialogare Charles Darwin e Gregor Mendel con Delightex Edu sulla trasmissione dei caratteri ereditari? Grazie all'IA, abbiamo creato delle interfacce dialogiche dove lo scontro tra "fluidi" (la vecchia teoria di Darwin) e "particelle discrete" (i geni di Mendel) prende forma e voce.
Un altro esperimento ha riguardato la caduta dei dittatori del XX secolo dal titolo evocativo: Ultimo giorno nel Führerbunker. In questo caso abbiamo utilizzato Thinglink per costruire un dialogo impossibile con l'ausilio di alcuni modelli di IA generativa per i dialoghi, le immagini e la ricostruzione 3D.
Il ruolo del docente qui cambia drasticamente: diventa un Architetto di Scenari. Non spiega più solo la teoria, ma istruisce l'AI Buddy sui confini della conversazione e valuta la capacità degli studenti di interagire logicamente con il simulatore. È il passaggio dalla memorizzazione passiva alla validazione critica delle fonti.
Meet School è stata una scarica di adrenalina. Vedere colleghi pronti a mettersi in gioco, a sbagliare un prompt o a perdersi in un visore VR, è la prova che la scuola italiana ha una voglia matta di innovare.
La tecnologia non è il fine, è il mezzo per rendere i nostri ragazzi non solo consumatori di contenuti, ma architetti consapevoli della loro conoscenza.
E voi? Quale di questi tre approcci vi incuriosisce di più? Preferite il coding immersivo, i tour interattivi o i dialoghi impossibili con l'IA?
PS: Se volete approfondire, trovate alcuni spunti negli articoli precedenti del blog!