Dopo anni di webinar, chat e scambi di messaggi su gruppi Facebook e LinkedIn, finalmente è successo. Dall'11 al 13 marzo sono stato a Didacta Firenze 2026 e, devo ammetterlo, l'impatto è stato fortissimo. Nonostante sia abituato a muovermi tra mondi virtuali e intelligenze artificiali, il "calore" della Fortezza da Basso ha un che di analogico che nessuna fibra ottica può replicare.
La soddisfazione più grande? Senza dubbio l'incontro con colleghi e colleghe. Vedere dal vivo persone con cui collaboro e/o mi confronto da tempo via web è stato emozionante. Passare dal "mi piace" a una stretta di mano vera cambia radicalmente la prospettiva: la nostra comunità di docenti innovatori non è solo una rete di bit, ma un gruppo di professionisti appassionati che hanno voglia di cambiare la scuola, un pixel alla volta.
Il tour tra gli innumerevoli stand è stato denso, a tratti frenetico, ma estremamente stimolante. C'è tanta tecnologia, certo, ma quello che cercavo (e ho trovato) è l'applicazione didattica concreta.
Una menzione speciale va all'esperienza nella postazione Delightex. Come Ambassador ho comunicato la mia esperienza e la mia voglia innovativa e mi è piaciuto tantissimo interagire con le persone presenti e quelle che si fermavano incuriosite.
Abbiamo esplorato insieme le potenzialità della piattaforma VR, discutendo di come la realtà virtuale possa davvero rompere le pareti della classe tradizionale. Vedere l'interesse genuino e la curiosità nei loro occhi mi fa pensare che la strada della didattica immersiva è ormai tracciata.
Poiché le parole non bastano a raccontare l'esplosione di stimoli di questi tre giorni, ho raccolto le immagini, i contenuti e i momenti che più mi hanno colpito in un progetto interattivo su Thinglink. È una sorta di diario visuale della mia esperienza fiorentina.
Torno in classe con la valigia piena di idee, qualche nuovo contatto in rubrica e la consapevolezza che, anche nell'era dell'IA, l'ispirazione passa sempre attraverso il confronto diretto.
Alla prossima avventura digitale!