Vi siete mai chiesti cosa si prova a galleggiare tra i moduli della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), guardando la Terra da un oblò a 400 km di altezza? È una prospettiva che affascina tutti, studenti e docenti.
Oggi voglio condividere con voi un esperimento didattico che ho realizzato unendo diverse tecnologie: un viaggio virtuale all'interno della ISS. L'obiettivo non è solo "stupire" con effetti speciali, ma capire come strumenti come ThingLink e CoSpaces (Delightex) possano trasformare una lezione frontale in un'esperienza immersiva.
Prima di passare al "come si fa", permettetemi una breve riflessione pedagogica. Spesso guardiamo a queste tecnologie come a qualcosa di complicato o puramente ludico. In realtà, l'uso di foto a 360° e ambienti virtuali offre vantaggi trasversali per ogni ordine di scuola:
Apprendimento attivo: Lo studente non subisce la lezione, ma esplora l'ambiente. Se poi sono gli studenti stessi a creare il tour, lavoriamo su competenze di ricerca, selezione delle fonti e progettazione.
Contestualizzazione: Parlare di gravità o di vita nello spazio è un conto; "camminare" nel laboratorio Columbus e vedere dove dormono gli astronauti rende il concetto concreto e memorabile.
Inclusività: Questi strumenti permettono di visitare luoghi inaccessibili (fisicamente o economicamente) a tutti, democratizzando l'esperienza del viaggio d'istruzione.
Per realizzare questo percorso ho voluto testare l'integrazione tra diverse app. Ecco il "dietro le quinte" del mio lavoro.
Tutto parte dalle immagini. Per ottenere una visuale credibile degli interni della stazione, ho utilizzato le immagini di Google Street View dedicate alla ISS. Per scaricarle e poterle riutilizzare offline o su altre piattaforme, mi sono servito di un software molto utile chiamato Street View Download 360, gratuito nella modalità base.
Qui trovate la mappa originale su Google: Google Maps ISS
Nota importante sul Copyright: Ricordate sempre che Google non permette la ripubblicazione commerciale o pubblica indiscriminata di immagini tratte da Street View. Questo tipo di lavoro è ottimo per uso didattico interno o visualizzazione privata/chiusa.
Una volta ottenute le foto, ho voluto sperimentare con Delightex (l'ambiente conosciuto in passato come CoSpaces Edu), piattaforma di cui sono Ambassador. Volevo creare l'esterno della stazione, lo spazio profondo. Invece di cercare una foto generica, ho usato il generatore di immagini AI interno alla piattaforma: ho chiesto al sistema di generare uno sfondo spaziale a 360° con l’esterno della stazione e il risultato è stato uno scenario abbastanza credibile.
A questo punto ho popolato la scena:
Ho inserito due astronauti in tuta per simulare un'attività extra-veicolare (EVA).
Ho utilizzato il coding a blocchi (disponibile gratuitamente nella piattaforma) per animarli e farli muovere come se stessero rientrando alla base.
Ho caricato le foto interne scaricate da Street View per creare i vari ambienti.
Il risultato di questa prima fase potete vederlo nella finestra a fianco o direttamente qui: Progetto su Delightex.
Non contento, ho voluto fare un passo in più. Volevo che l'esperienza fosse ancora più ricca di contenuti multimediali. Qui entra in gioco ThingLink, uno strumento eccezionale per aggregare risorse.
In ThingLink ho caricato le immagini a 360° e ho aggiunto:
Hotspot interattivi: cliccando su vari punti della stazione si aprono finestre di approfondimento.
Modelli 3D: ho inserito un modello tridimensionale della ISS scaricato da Sketchfab, che permette agli studenti di ruotare e osservare la struttura della stazione dall'esterno in ogni dettaglio.
Potete esplorare il risultato finale a questo link: Tour ISS su ThingLink.
Il progetto che vi ho mostrato è piuttosto articolato perché volevo testare i limiti di integrazione tra AI, coding, modellazione 3D e foto sferiche. Tuttavia, in classe non è necessario fare tutto insieme!
Già utilizzare solo una di queste piattaforme (creare un tour semplice su ThingLink o una scena animata su Delightex) è un'attività didattica potente. L'importante è dimostrare ai ragazzi (e a noi stessi) che la tecnologia non serve solo a consumare contenuti, ma a creare nuovi mondi.
Buona esplorazione a tutti!